Nella testa di tutti i motociclisti amanti delle supersportive e della velocità, durante la loro carriera di stradaioli” si insinua prima o poi il pensiero di provare se non passare definitivamente alla pista, per una serie di motivi.

La prima leva che spinge questo pensiero è il divertimento puro e genuino dato dalla velocità, l’adrenalina e le emozioni che la pista può offrire.

Dove ci si può esprimere al meglio, godere della velocità del proprio mezzo, sentire il motore al massimo dei suoi giri, quella sensazione che ti attraversa le vene?

Sicuramente la pista, perché rappresenta il luogo più idoneo e sicuro per esprimere al meglio questo aspetto della passione per le due ruote.

Un’altra motivazione, oltre che a multe ed incidenti quasi all’ordine del giorno, può ad esempio scaturire da un evento particolare, come un incidente personale o di un amico, soprattutto quando la colpa è di qualche automobilista distratto che ti viene addosso.

Complice anche un “banale” incidente subito dal mio compagno, ma che distrusse la mia moto che usavo per strada (e il suo corpo), nel 2008 prendemmo la decisione di abbandonare la strada per praticare il motociclismo esclusivamente in pista.

Se si vuole passare alla pista, prendere una moto già con una preparazione base è relativamente economico, all’epoca quello che il mio budget mi permetteva era una Kawasaki Ninja del 2003.

Come scegliere la prima moto da usare in pista ?

Ovviamente una volta definito il budget di acquisto consiglio una moto semplice ma già sufficientemente preparata, con un occhio di riguardo al mercato dei ricambi usati.

Bisogna infatti tenere in conto che in pista si può facilmente cadere e anche una piccola scivolata, anche senza conseguenze fisiche, può fare danni molto costosi per una moto in configurazione stradale.

Proprio per questo è molto importante scegliere una moto da pista, che abbia come minimo le carene in vetroresina, le pedane e semimanubri regolabili (la posizione in sella è fondamentale), e un buon impianto frenante. Tutto il resto (sospensioni, cambio elettronico/blipper/preparazione motore ecc..), può tranquillamente arrivare dopo, quando si ha una certa dimestichezza e si ha bisogno magari di maggior feeling o regolazioni.

L’ATTREZZATURA

Cosa bisogna avere per iniziare ad andare in pista?

Ovviamente oltre la moto, c’è bisogno di acquistare tutto l’abbigliamento necessario per garantire la massima sicurezza:

  • tuta in pelle (preferibilmente intera anche se la divisibile è accettata)
  • paraschiena
  • sottotuta
  • stivali tecnici
  • guanti con nocche rigide
  • casco integrale
  • visiera scura
  • un plus se si ha budget? Un airbag, anche esterno tipo gilet.

Per quanto riguarda gli accessori per la moto, anche se non è obbligatorio, se il budget lo permette la prima cosa da acquistare è una coppia di termocoperte e ovviamente i cavalletti, sia anteriore che posteriore (ricordiamoci ovviamente la relativa prolunga, non quella da 2 mt “casalinga”, ma una abbastanza lunga da potersi allacciare anche a torrette molto lontane dalla propria postazione, e ovviamente l’adattatore 220 – 380)

Anche se all’inizio della carriera in pista l’obiettivo principale non è andare forte in maniera assoluta, ma divertirsi in sicurezza ed imparare, è ovvio che in pista si cerca sempre di dare il proprio massimo! Un modo per verificare in maniera tangibile i propri miglioramenti è ovviamente il tempo sul giro, quindi un cronometro da applicare alla vostra moto sarà sicuramente uno degli acquisti che prima o poi si fa. (Oggi quasi tutti gli organizzatori durante le prove libere danno in dotazione un transponder per segnare i tempi sul giro, ma vederlo in pista in tempo reale è tutta un’altra cosa)

In pista

Se si vuole risparmiare ed evitare il costo del posto box (anche se molto più comodo), una volta in pista dobbiamo ricordarci che dovremo stare una giornata intera in mezzo al paddock, magari in estate, e in qualche modo bisogna affrontare il caldo.

Sembra una stupidaggine, ma il recupero fisico e mentale tra un turno e l’altro è veramente importante per essere sempre nelle migliori condizioni per fare qualcosa che di base è pericoloso.

All’inizio eravamo molto “grezzi”, via via ci siamo affinati anche nella modalità di “accampamento”

Ecco quindi la lista dell’attrezzatura minima per “campeggiare” nel paddok:

  • Gazebo (si, ci sono quelli del brico a 30 €, ma alla prima vera folata di vento o pioggia, rischiate di buttare tutto. Benissimo per iniziare, ma se volete votarvi al solo pista, pensate ad un acquisto più affidabile e duraturo. Se dotato di pareti, il gazebo vi fungerà anche da tenda se decidete di arrivare in pista la sera prima e risparmiare sull’albergo)
  • Tavolino e sedie pieghevoli
  • Cassetta degli attrezzi col minimo indispensabile
  • Manometro
  • Compressore portatile
  • Frigo portatile (quando vi sparano 2 € a bottiglietta da mezzo o 6 € per un panino mezzo vuoto, comincerete a portarvi i viveri da casa)

Trasporto

Per trasportare la propria moto in pista si possono scegliere diverse opzioni, via via più costose:

  • andare in pista direttamente in moto: si, l’abbiamo fatto quando giravamo con le naked targate, ma sempre meglio evitare, non si sa mai
  •  sicuramente trovare amici che partono nei dintorni della propria zona e dividere il viaggio può essere una soluzione molto economica, anche se dovete “sottostare” ad orari decisi da altre persone
  • ci sono poi compagnie che offrono come servizio quello di trasportare la vostra moto e la vostra attrezzatura in pista
  • noleggio del furgone
  • acquisto del carrello (e installazione gancio traino sulla propria auto), soluzione che si ammortizza nel tempo rispetto le precedenti, primo step per essere veramente indipendenti
  • acquisto di un proprio furgone: ricordandoci di attrezzarlo con un minimo di attrezzatura e allestimento per trasportare le moto: morse, ganci e cinghie. E’ la soluzione migliore, anche se più costosa, ma pensiamo che ci si può dormire, e quindi risparmiare i soldi dell’albergo, ed eventualmente mettersi a disposizione per portare gli amici del punto 1, in modo da dividere le spese. Se poi, come nel mio caso, lo si usa anche come auto, è la soluzione perfetta.

Piste da scegliere

All’inizio della mia carriera in pista, le mie capacità di guida, ma soprattutto il budget, erano molto limitate, e quindi per tanto tempo ho girato in kartodromi tipo Chignolo Po e Ottobiano, che rappresentano soluzioni molto economiche ma sicuramente divertenti e propedeutiche per farsi la gavetta necessaria per poi pensare di provare le piste più grandi.

Sono passata poi a piste medio-piccole come Franciacorta, Adria, Varano e Cremona, con lo scopo di migliorarmi e abituarmi a velocità maggiori.

Questi step ritengo siano necessari ma soprattutto intelligenti per poi debuttare su piste da mondiale quali Misano, Mugello, Imola, Vallelunga, che rappresentano le piste più difficili ma anche le più costose.

Modalità

Qual è il miglior modo per iniziare ad andare in pista? Facendo un corso di guida!

Credo rappresenti  il migliore investimento per mettere solidi basi e per acquisire la consapevolezza di guidare tra i cordoli. Infatti durante un corso, oltre al corretto comportamento da tenere, vengono insegnate le basi per quanto riguarda la posizione in sella, le traiettorie, le tecniche di guida, le fasi della guida quali accelerazione staccata curva.

Affrontato un corso, con il proprio bagaglio di nozioni, le si cercano di mettere in pratica sempre di più per aumentare la consapevolezza, l’esperienza e il divertimento.

E qual è il segreto per migliorare questi aspetti? Girare girare e girare! Ovviamente il consiglio è quello di scegliere prove libere amatoriali e formule adatte al proprio livello.

Ad esempio nel mio caso ho partecipato diverse volte al serale neofiti che si teneva a Franciacorta e se si vogliono affrontare le piste grandi, scegliere formule di prove libere con suddivisione in turni per garantire il divertimento e la sicurezza proprio e degli altri. Ricordiamoci poi che se siamo principianti, di indossare sempre la pettorina fluo, è l’unico modo per garantire serenità durante la guida.

Costo

Uno degli aspetti più critici che bloccano la maggior parte delle persone nell’andare in pista è quella economica. In effetti andare in pista costa sicuramente più che la strada, ma personalmente ho fatto una scelta di qualità piuttosto che di quantità.

All’inizio scegliendo piste piccole ed economiche, non dovendo cambiare molti treni di gomme e seguendo una corretta manutenzione base, posso dire di avere eguagliato le spese che sostenevo in strada, tra assicurazione e multe che ahimé sono inevitabili!

Una volta che si sceglie di frequentare piste più grandi i costi inevitabilmente salgono!

Parola d’ordine? Priorità!

Io ho scelto di spendere i miei soldi extra solo ed esclusivamente sulla moto, rinunciando ad esempio a viaggi, uscite, bevute, ristoranti, concerti ecc.

Magari si sceglie di acquistare gomme usate (ma sempre in buono stato, mi raccomando), cercare le migliori offerte degli organizzatori, acquistare pacchetti con lo sconto, aderire a gruppi di acquisto, e perché no, stare sempre ben sotto al proprio limite per evitare il più possibile eventuali cadute (=danni=soldi da spendere)

Conclusioni

Posso certamente affermare che in 11 anni di pista non mi è mai mancata la strada!

Personalmente l’ansia e la paura che avevo di fronte agli imprevisti della strada, mi hanno sempre impedito di godere appieno i giri che facevo, ero lentissima (ma non era questo il problema) e sempre all’erta, non sono mai riuscita ad acquisire la sicurezza e la serenità che invece ho trovato in pista.

Tanti mi hanno detto “Eh ma io per strada vedo posti sempre nuovi, mi godo panorami diversi, mi ritrovo con gli amici a mangiare e a passare giornate spensierate in compagnia” beh gli aspetti positivi del mototurismo, la compagnia e le mangiate sono esattamente le stesse anche in pista! Organizzando uscite in compagnia ci si gode appieno la “vita da paddok”, tra un turno e laltro, in pausa pranzo e quando si fanno più giornate, serate e nottate in compagnia!

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